Il termine contraffazione viene usato, nel linguaggio comune, per indicare tutte quelle merci che – in generale – sono considerate “non genuine” o pericolose, o che non rispondono ai requisiti minimi previsti per la tipologia alla quale appartengono, ovvero che recano segni o elementi distintivi falsi o mendaci.
Una merce è contraffatta quando - ai sensi del Regolamento CE n.1383/2003 – alla stessa“ è stato apposto senza autorizzazione un marchio di fabbrica o di commercio identico a quello validamente registrato o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di commercio” .
Il fenomeno della contraffazione ha gravi ripercussioni sull’economia del nostro Paese e dell’Unione europea e interessa tutti i settori merceologici: farmaci, prodotti alimentari, sigarette, giocattoli, abbigliamento e prodotti elettronici sono i prodotti che maggiormente, e quasi giornalmente, vengono sequestrati in Italia perché importati in violazione di un diritto di proprietà intellettuale.
La criminalità organizzata è sempre più coinvolta nel mercato del falso, provocando anche deviazioni del traffico commerciale e fenomeni di concorrenza sleale: questo mette in grave pericolo la capacità di innovazione e di ricerca, che da sempre è uno dei punti di forza del nostro Paese e danneggia fortemente i fabbricanti, i commercianti onesti e i consumatori, con possibili gravi rischi per la salute e la sicurezza.
La normativa comunitaria e nazionale conferisce all’Agenzia delle Dogane - Amministrazione doganale italiana, il cui personale ha funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria e tributaria – il compito di intervenire all’interno degli spazi doganali per bloccare tutte quelle spedizioni sospettate di ledere tali diritti.